Depeche Mode – Ultra

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Ultra, l’album che nel 1997 ha accompagnato la rinascita dei Depeche Mode.

 

 

 

 

 

Stavolta non ho voluto recensire nessun nuovo software o novità hardware, ma un disco che per molti versi rappresenta uno degli anni più belli della mia vita.
Il disco di cui parlo è Ultra dei Depeche Mode e correva l’anno 1997.
Con l’uscita di questo nuovo album, cominciava una rinascita del gruppo Inglese sia dal punto di vista musicale che di quello fisico vero e proprio: erano reduci da una vasta e massacrante tournée in giro per il mondo, il Devotional Tour, che pubblicizzava Songs of faith and devotion, album del 1993, nel bel mezzo di questo cammino il quartetto diveniva trio a causa dell’abbandono da parte di Alan Wilder, lo stesso trio ha rischiato di restare duo quando il leader e cantante Dave Gahan, ha lasciato la vita terrena per qualche secondo in un letto di ospedale a causa di dosi massicce di stupefacenti; anche gli altri (Martin L. Gore e Andy Fletcher) non se la sono passata male tra esaurimenti nervosi e intossicazioni da alcol…
Questo è stato il clima della pre-preparazione di Ultra, niente male!
Riorganizzate le idee, e riacquisito un buono stato di salute, i 3 sono tornati al lavoro, ripartendo praticamente da zero. Dave ha dovuto rieducare la voce, ed il compositore Martin trovare un valido sostegno per la produzione ed il mix dell’album, ruolo svolto ottimamente da Tim Simenon; al progetto hanno partecipato tra gli altri anche Doug Wimbish (basso) e B.J. Cole (steel guitar).
Quello che ne verrà fuori sarà un disco unico nella carriera dei DM; in nessun altro dei precedenti lavori, né tantomeno nei 2 successivi potrete trovare un’atmosfera ed una musicalità simile.
Vengono maggiormente utilizzati strumenti più tradizionali (vedi batteria, basso e chitarra), sempre affiancati dall’elettronica, marchio di fabbrica del gruppo, ma questa volta ottimamente miscelati, gli uni con l’altra, tanto da non farci caso, ad esempio, se una canzone è stata suonata con una batteria vera, o meno.
Testi e musica, come sempre ci si può aspettare da Mr. Gore, sono improntati su amore e spiritualità, ma questa volta accompagnati da un clima più buio e fragile. Alcune canzoni sono più energiche, disperate, come il singolo apripista Barrel of a gun, altre appena sussurrate come Sister of night o The bottom line. Gli altri singoli che hanno accompagnato la promozione del disco sono stati Home, cantata da Martin Gore, la ritmata ballata elettro-pop It’s no good e Useless.
Un album unico, come già detto, che non presenta una omogeneità nello stile e nella composizione come i precedenti, ma tanti piccoli spaccati di vita o di umori che contraddistinguono il susseguirsi delle nostre giornate; un album da cui non è partita nessuna tournèe e che non ha avuto grandi cifre di vendite ma sicuramente un album diventato un’appendice particolare e riuscitissima della storia musicale dei Depeche Mode.
Ascoltare per credere.


Tracklist

01 Barrel of a Gun
02 The Love Thieves
03 Home
04 It’s No Good
05 Uselink
06 Useless
07 Sister of Night
08 Jazz Thieves
09 Freestate
10 The Bottom Line
11 Insight
12 Junior Painkiller

Voto: 9

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4 thoughts on “Depeche Mode – Ultra

  1. “Ultra” è un gran album ma ti volevo segnalare due dischi a dir poco FAVOLOSI dei veri “Genesis” (con Peter Gabriel)
    “Foxtrot” del 72 e “Selling England By The Pound” del 73 vere pietre miliari della musica. ciao e a presto

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